Il 1 dicembre la Camera ha incardinato formalmente il progetto di legge del governo (firmato da Meloni e Pichetto Fratin) e lo ha assegnato alle commissioni, il ritardo con cui si è arrivati a questo snodo probabimente è dovuto a modifiche al testo e alla relazione al testo, in particolare è stato modificato il iriferimento alla sentenza 199/2012 Tesauro della Corte costituzionale, che nella versione precedentemente era vista (giustamente) con preoccupazione, tanto che  fin dal primo testo si insiste sul carattere del tutto nuovo degli impianti di nucleare civile di cui si parla, mentre il vecchio è per definizione destinato allo smantellamento, peraltro allungando i tempi di molti anni. E' un'evidente operazione di immagine, o di prestigio se si preferisce. La versione attuale del pdl richiama della sentenza della Cassazione soltanto la modifica del quadro politico ma dimentica che non si può tornare sulla stessa materia, per questo l'insistenza che si parla solo di nuovo nucleare.

Questo resta in via preliminare un punto da sollevare con forza, denunciando una forzatura politica e tecnico scientifica.

Il pdl nell'insieme è una delega in bianco al governo, in pratica senza criteri di delega e con vistose contraddizioni tra la dichiarazione di fedeltà alla decarbonizzazione al 2050, mentre degli obiettivi intermedi non c'è traccia, e l'esaltazione delle potenzialità degli SMR, di cui molto si parla ma ben poco si può apprezzare visto che semplicemente non ci sono, tranne due tra Russia e Cina, e degli Amr che sono ancora in un limbo lontano. Come si possa contribuire con simili proposte al raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione è un mistero irrisolto.

Invece è sicuro che per le scorie radioattive esistenti si riparte pressochè da capo e sembra di capire custodendole al meglio (si fa per dire) dove sono attualmente.

Ci sono passaggi che fanno presagire futuri sostegni con denaro pubblico, per ora senza precisare.

Nell'insieme resta un progetto inaccettabile perchè anche le garanzie di sicurezza sono rinviate ai decreti attuativi e alla costituenda Autorità (difficile non pensare a quella sulla privacy).

Dobbiamo mettere a punto le valutazioni, prendere i necessari contatti con i deputati (il pdl è alla Camera) e con Regioni ed Enti locali che nei pareri espressi non hanno brillato per puntualità, tranne 3 regioni che hanno preso posizione contro il pdl.

C'è molto lavoro da fare, a presto

Alfiero Grandi