• PARIGI: Il principale fornitore di energia francese ha spento giovedì (25 giugno) due reattori nucleari come misura di protezione ambientale per evitare di scaricare troppa acqua calda nei fiumi, già riscaldati da un'ondata di calore da record.
    Le centrali elettriche, fondamentali per la produzione di energia elettrica del Paese, utilizzano l'acqua dei fiumi per raffreddare i reattori, il che riscalda l'acqua che viene poi rilasciata nel fiume.
    Il gruppo energetico EDF ha dichiarato giovedì di aver spento temporaneamente due reattori per rispettare i limiti di temperatura dei fiumi presso la centrale di Nogent-sur-Seine, sulla Senna, nel nord della Francia, e a Bugey, sul Rodano, vicino alla città sud-orientale di Lione.
    La centrale di Nogent-sur-Seine aveva già ridotto la produzione di un altro reattore alcuni giorni prima "per limitare l'aumento di temperatura tra l'acqua prelevata dalla Senna e l'acqua che vi viene reimmessa, proteggendo così la flora e la fauna acquatica"

     

  • Il referendum sull'energia nucleare, tenutosi l'8 e il 9 novembre 1987, rappresenta una importante  vittoria del  movimento ambientalista italiano. Organizzato da un ampio spettro di attori, tra cui diverse associazioni ambientaliste,  portò a una moratoria sulla costruzione di centrali nucleari in Italia.

    Il referendum del 1987 sul nucleare è stato importante storicamente, perché ha segnato la prima uscita dell'Italia dal nucleare e rappresenta una importante  vittoria del movimento ambientalista italiano.  All'epoca l'Italia aveva 4 centrali nucleari attive che producevano circa il 4% dell'energia elettrica nazionale.

    Si tenne l'8-9 novembre 1987. L’affluenza fu del  65%  e i voti favorevoli alla abrogazione raggiunsero l’ 80% per tutti e tre i quesiti.

  • Il referendum del 2011 sul nucleare in Italia è stato un momento molto significativo per la politica energetica del paese.

    Il quesito chiedeva di abrogare le norme del governo Berlusconi che avevano riaperto la possibilità di costruire nuove centrali nucleari in Italia. Il governo aveva infatti pianificato un ritorno al nucleare dopo che l'Italia aveva abbandonato questa tecnologia con un precedente referendum nel 1987.

    L’affluenza fu del 54,8%  e i voti favorevoli alla abrogazione raggiunsero il  94%. Fu una vittoria schiacciante del "Sì", che di fatto bloccò i piani di ritorno al nucleare in Italia. Il referendum si tenne il 12-13 giugno 2011.

    Il referendum ha sancito definitivamente (almeno fino ad oggi) l'abbandono dell'energia nucleare in Italia.