Alfiero Grandi, sulla morte di Ganni Mattioli

Dopo Massimo Scalia è morto anche Gianni Mattioli, una grande perdita. La lotta contro il cambiamento climatico perde con Gianni uno dei protagonisti di lotte importanti contro la devastazione dell’ambiente, del territorio, della salute delle persone e in generale degli esseri viventi e insieme di conquiste di grande rilievo come la chiusura delle centrali nucleari in Italia, prima con il referendum del 1987 e poi con quello del 2011 contro il tentativo del governo Berlusconi di reintrodurlo, imitato oggi dal governo di Giorgia Meloni.

Mattioli ha contribuito a tante battaglie importanti. Abbiamo lavorato insieme a Scalia e altri a fondare l’associazione Si alle rinnovabili No al nucleare, che oggi è pienamente impegnata contro la legge Meloni/Pichetto Fratin. Purtroppo non potremo più avvalerci del contributo di due dei fondatori più prestigiosi, altri dovranno prendere il testimone che loro hanno lasciato.

E’ giusto ricordare che Mattioli era un fisico di valore, come del resto Scalia, e ha contribuito a formare una nuova generazione di esperti, critica contro le devastazioni ambientali, unendo la competenza indiscussa con l’azione concreta nei territori.

Gianni è stato deputato e Ministro ma ha anche stabilito stretti rapporti con i territori con cui è venuto a contatto per organizzare le lotte ambientaliste, ad esempio contro la centrale nucleare a Montalto di Castro.

Grazie a lui oggi altri sono in grado di proseguire sul binomio di una grande competenza e di un impegno concreto.